Puntata del 17 marzo 2015

Maestri della risata del paradosso e dell’ironia sagace! Stiamo parlando di Lillo & Greg e Beppe Severgnini protagonisti e ospiti di Michele Sciancalepore nella sedicesima puntata di “Retroscena – I segreti del teatro”. Filo conduttore: il viaggio dove il tempo è un luogo e lo spazio un sogno.

Lillo & Greg cavalcano l’onda della risata nel nuovo spettacolo “La fantastica avventura di Mr. Starr”, in scena al Teatro Olimpico: mondi sconosciuti e incontri “paranormali” in un testo comico – scritto da Claudio Gregori “Greg” – ma efficace anche per affrontare una tematica delicata e complessa come quella dell’origine del mondo. Mr. Starr riesce a parlarci della vita terrena e non con la stessa disarmante semplicità ed ironia con cui si racconta la vita di ogni giorno! Esponenti del teatro d’autore nazionale, Lillo & Greg in un’intervista esclusiva svelano tutti i segreti della loro comicità paradossale, della loro ricerca autoriale e delle novità drammaturgiche del loro ultimo lavoro, un innovativo viaggio, appunto, tra luci, musiche e filmati che proiettano lo spettatore in una insolita dimensione: quella del “teatro cinematografico”.

Ci spostiamo a Bologna, al Teatro Arena del Sole, dove Beppe Severgnini mette alla prova se stesso con una nuova sfida: recitare in teatro! Liberamente tratto da due suoi racconti, lo spettacolo “La vita è un viaggio” porta in scena la storia di due viaggiatori appartenenti a generazioni lontane fra loro che si incontrano in aeroporto: ragionano di talento e tenacia, tempismo e tenerezza, paternità e incoraggiamento; e scoprono che aver paura – nella vita privata e nel lavoro – è inevitabile. Riflettono su brevità e precisione, qualità indispensabili in questi tempi affollati e dell’importanza di trovare guide e punti di riferimento. “Non so se sono un bravo attore o commediografo” – ci confessa Severgnini – “ma sono orgoglioso di aver portato sul palcoscenico l’Italia del 2015”.

Last but not least, “L’uomo nel Diluvio”, uno spettacolo che offre agli occhi dello spettatore una scena nuda, priva di orpelli, con un solo attore, Valerio Malorni (anche autore del testo insieme a Simone Amendola). L’apparente iniziale austerità e rigore drammatico delle battute, si trasforma in una comicità per nulla gratuita, surreale e densa di realtà. Si può dire che è la storia – chissà quanto vera – di un uomo, un padre di famiglia, un attore italiano, che si rende conto del rischio di paralisi del nostro Paese e che comprende la necessità di migrare, muoversi; tema che evoca riflessioni sul “farsi straniero” e sul confronto culturale. Lo spettacolo è anche un inno al teatro, alla caparbietà e ostinazione dell’attore italiano che non molla, nonostante tutto, nonostante il “diluvio”, nonostante “non si mangi con la cultura”. È uno spettacolo che parte dalla mente, passa dal cuore e arriva alla pancia!