Il Giubileo, tra Bonifacio VIII e Papa Francesco, guidati dal “fiuto” del popolo di Dio

affresco Giotto

Raccontare “come” è nato il Giubileo risponde a tante altre domande sulla natura stessa e sul significato di questo particolare periodo di grazia. Era il periodo di Natale del 1299 e in quei giorni, proprio intorno al 25, improvvisamente una gran folla di fedeli si riversò per le strade di Roma per recarsi a pregare sulla tomba dell’apostolo Pietro. Erano tutti convinti che chi avesse celebrato tale devozione, avrebbe conseguito la completa remissione delle colpe e avrebbe lucrato un’indulgenza di cento anni.

Ce lo racconta un testimone oculare: il cardinale diacono di S. Giorgio al Velabro, Jacopo Stefaneschi nell’opera intitolata De Centesimo seu Jubileo anno liber. Ma anche altri cronisti dell’epoca confermarono tali fatti; grandi masse di persone, nei primi momenti di provenienza cittadina, e poi giunte da terre lontane d’oriente e d’occidente, supplicarono tutti allo stesso modo: “Dacci padre santo la tua benedizione prima che ci colga la morte”.

Il Papa dell’epoca, Bonifacio VIII, colpito dal fenomeno, fece compiere ricerche approfondite per scoprire se si fossero svolte in passato manifestazioni simili di giubilo collettivo. Ma non venne trovato nulla di paragonabile e dunque dopo aver fatto svolgere tutti gli studi giuridici del caso, convocato il Collegio dei cardinali in solenne Concistoro, emanò una bolla in cui conferì alla Chiesa Romana il potere supremo di riversare sui fedeli i tesori della grazia di cui era detentrice. Era il 16 febbraio 1300 e la bolla denominata Antiquorum habet fida relatio, venne letta nella Basilica di San Giovanni in Laterano, così come attesta l’affresco di Giotto ancora oggi parzialmente visibile nella basilica stessa. Ma non finì qui, anzi per meglio dire: non iniziò qui; tale fu il riscontro entusiastico dei fedeli, che Bonifacio VIII iterò l’indizione del Giubileo il 22 febbraio, giorno della festa della Cattedra di San Pietro, con una seconda bolla Nuper per alias, non più dalla basilica di tutti i romani ma dalla chiesa madre di tutti i cristiani. In più tale bolla ebbe valore retroattivo, assumendo validità proprio dal Natale del 1299, quando tutto iniziò.

Da allora si sono svolti 26 giubilei ordinari (all’inizio ogni 100 anni e poi regolarmente dal 1900 ogni 25) e 76 giubilei straordinari (indetti per speciali iniziative religiose, avvenimenti internazionali o in occasione di anniversari sacerdotali ed episcopali dei papi). Insomma, le origini di questo periodo di grazia che in questi giorni ci accingiamo di nuovo a vivere nell’Anno Santo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco, scaturiscono da quel sensus fidei su cui proprio il Papa spesso insiste (EG 119), quel “fiuto” che permette al popolo di Dio di “discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa” (discorso in occasione del 50esimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, 17 ottobre 2015).

Questo blog, sulla scia degli itineraria, noti fin dal VII secolo e dei Mirabilia urbis Romae, nei quali si descrissero le bellezze della città per farle conoscere ai visitatori giunti da tutto il mondo, non vuole essere altro che un diario, il diario di un pellegrino.

Mauro Monti

 

Continua il viaggio con il Pellegrino, qui tutti gli altri itinerari: www.tv2000.it/diariodiunpellegrino

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