IL MARTIRIO DI SUOR LEONELLA SGORBATI
26/03/2018

L’8 novembre 2017 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante il martirio di Suor Leonella Sgorbatiuccisa a colpi d’arma da fuoco da un gruppo di estremisti islamici, il 17 settembre 2006 all’esterno dell’ospedale pediatrico di Mogadiscio. Ne ricordiamo la figura e l’operato, insieme a due missionarie della consolata: Suor Simona Brambilla, superiora generale, e Suor Renata Conti, postulatrice della causa di beatificazione e canonizzazione per il riconoscimento del martirio di suor Leonella.
Con loro abbiamo riascoltato le parole del Papa nella Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione Del Signore di ieri.

 

IN EVIDENZA

“Il male non sopporta la gioia” “Donarsi con gioia senza misura”

 

La gioia degli emarginati

Papa: Gesù entra in città circondato dalla sua gente, circondato da canti e grida chiassose. Possiamo immaginare che è la voce del figlio perdonato, quella del lebbroso guarito, o il belare della pecora smarrita che risuonano forti in questo ingresso, tutti insieme. E’ il canto del pubblicano e dell’impuro; è il grido di quello che viveva ai margini della città. E’ il grido di uomini e donne che lo hanno seguito perché hanno sperimentato la sua compassione davanti al loro dolore e alla loro miseria… E’ il canto e la gioia spontanea di tanti emarginati che, toccati da Gesù, possono gridare: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». Come non acclamare Colui che aveva restituito loro la dignità e la speranza? E’ la gioia di tanti peccatori perdonati che hanno ritrovato fiducia e speranza. E questi gridano. Gioiscono. E’ la gioia.

 

Quelli che trasformano i santi in malfattori

Papa: Questa gioia osannante risulta scomoda e diventa assurda e scandalosa per quelli che si considerano giusti e “fedeli” alla legge e ai precetti rituali. Gioia insopportabile per quanti hanno bloccato la sensibilità davanti al dolore, alla sofferenza e alla miseria…
E così nasce il grido di colui a cui non trema la voce per urlare: “Crocifiggilo!”. Non è un grido spontaneo, ma il grido montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false. E’ il grido che nasce nel passaggio dal fatto al resoconto, nasce dal resoconto. E’ la voce di chi manipola la realtà e crea una versione a proprio vantaggio e non ha problemi a “incastrare” altri per cavarsela. Questo è un [falso] resoconto. Il grido di chi non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare sé stesso e mettere a tacere le voci dissonanti. E’ il grido che nasce dal “truccare” la realtà e dipingerla in maniera tale che finisce per sfigurare il volto di Gesù e lo fa diventare un “malfattore”.

 

La croce di Cristo

Papa: E così alla fine si fa tacere la festa del popolo, si demolisce la speranza, si uccidono i sogni, si sopprime la gioia; così alla fine si blinda il cuore, si raffredda la carità. E’ il grido del “salva te stesso” che vuole addormentare la solidarietà, spegnere gli ideali, rendere insensibile lo sguardo… Il grido che vuole cancellare la compassione, quel “patire con”, la compassione, che è la debolezza di Dio.
Di fronte a tutte queste voci urlate, il miglior antidoto è guardare la croce di Cristo e lasciarci interpellare dal suo ultimo grido. Cristo è morto gridando il suo amore per ognuno di noi: per giovani e anziani, santi e peccatori, amore per quelli del suo tempo e per quelli del nostro tempo. Sulla sua croce siamo stati salvati affinché nessuno spenga la gioia del vangelo; perché nessuno, nella situazione in cui si trova, resti lontano dallo sguardo misericordioso del Padre.

 

ALTRI APPUNTAMENTI

 

Ai Dirigenti e al Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano

 

 

NEL WEEKEND

 

25 marzo

Angelus

Domenica delle Palme e della Passione del Signore

  

24 marzo

Alla Delegazione di Comuni del Trentino

 

La fotogallery della puntata