ONORA TUO PADRE E TUA MADRE Beatrice Fazi e Don Davide Carbonaro 19/09/2018

Questa mattina in Udienza Generale, Papa Francesco ha proseguito le catechesi sui comandamenti soffermandosi sul quarto comandamento “onora il padre e la madre”. 

Il Papa si sofferma sulla parola “onora” in relazione ai genitori sottolineando come l’impronta dell’infanzia segna tutta la vita. Il Papa parla anche di una “giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo” nonostante possibili ferite.

In studio insieme a Gennaro Ferrara, riascoltiamo i passaggi della catechesi con il commento esperenziale di Don Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli e di Beatrice Fazi, attrice e conduttrice di “Per Sempre”, format di TV2000 dedicato al matrimonio.

 

IN EVIDENZA

Don Davide Carbonaro: Il sogno per cui Dio ci ha chiamato

 

Beatrice Fazi: Pregare da figli con i figli

 

 

UDIENZA GENERALE

ONORA IL PADRE E LA MADRE

Papa: La Quarta Parola ha una sua caratteristica: è il comandamento che contiene un esito. Dice infatti: «Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà» (Dt 5,16). Onorare i genitori porta ad una lunga vita felice. La parola “felicità” nel Decalogo compare solo legata alla relazione con i genitori.

Questa sapienza pluri-millenaria dichiara ciò che le scienze umane hanno saputo elaborare solo da poco più di un secolo: che cioè l’impronta dell’infanzia segna tutta la vita. Può essere facile, spesso, capire se qualcuno è cresciuto in un ambiente sano ed equilibrato. Ma altrettanto percepire se una persona viene da esperienze di abbandono o di violenza. La nostra infanzia è un po’ come un inchiostro indelebile, si esprime nei gusti, nei modi di essere, anche se alcuni tentano di nascondere le ferite delle proprie origini.

 

Per rinascere dall’alto

Papa: Ma il quarto comandamento dice di più ancora. Non parla della bontà dei genitori, non richiede che i padri e le madri siano perfetti. Parla di un atto dei figli, a prescindere dai meriti dei genitori, e dice una cosa straordinaria e liberante: anche se non tutti i genitori sono buoni e non tutte le infanzie sono serene, tutti i figli possono essere felici, perché il raggiungimento di una vita piena e felice dipende dalla giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo…

…L’uomo, da qualunque storia provenga, riceve da questo comandamento l’orientamento che conduce a Cristo: in Lui, infatti, si manifesta il vero Padre, che ci offre di “rinascere dall’alto”.

 

Non perché ma per chi?

Papa: Le nostre ferite iniziano ad essere delle potenzialità quando per grazia scopriamo che il vero enigma non è più “perché?”, ma “per chi?”, per chi mi è successo questo. In vista di quale opera Dio mi ha forgiato attraverso la mia storia? Qui tutto si rovescia, tutto diventa prezioso, tutto diventa costruttivo. La mia esperienza, anche triste e dolorosa, alla luce dell’amore, come diventa per gli altri, per chi, fonte di salvezza? Allora possiamo iniziare a onorare i nostri genitori con libertà di figli adulti e con misericordiosa accoglienza dei loro limiti.

Onorare i genitori: ci hanno dato la vita! Se tu ti sei allontanato dai tuoi genitori, fa’ uno sforzo e torna, torna da loro; forse sono vecchi… Ti hanno dato la vita. E poi, fra noi c’è l’abitudine di dire cose brutte, anche parolacce… Per favore, mai, mai, mai insultare i genitori altrui. Mai! Mai si insulta la mamma, mai insultare il papà. Mai! Mai!