CARLO ACUTIS: IL RAGAZZO SANTO DELLA PORTA ACCANTO Mons. Domenico Sorrentino e Antonia Acutis 20/09/2018

Puntata dedicata ad un giovane: Carlo Acutis, che ha condiviso la sua fede cristiana e la gioia per Gesù ai suoi coetanei. Amante di Santi, in particolare di San Francesco d’Assisi, è morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante. Oggi Carlo è sepolto ad Assisi. Il 5 luglio scorso Papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto che ne riconosce le virtù eroiche, dichiarandolo venerabile sulla base del cammino ormai in fase avanzata verso la beatificazione.

In studio: Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Antonia Acutis, mamma di Carlo ne ricordano la figura e il messaggio di fede lasciato dal giovane.

Abbiamo così riproposto alcuni passaggio dell’ Udienza Generale del 13 giugno 2018 in cui il Papa si è rivolto, in particolare, ai giovani invitandoli a vivere il desiderio di una vita piena.

E tra le attività del giorno, il Papa nel discorso ai Figli di Santa Maria Immacolata nel 150° anniversario della morte del ven. Giuseppe Frassinetti, ha invitato i partecipanti, come impegno vocazionale, ad amare le nuove generazioni e a trovare dei compagni di viaggio.

In conclusione di puntata, abbiamo ascoltato l’ Omelia di Santa Marta di questa mattina in cui Francesco ha parlato dello “scandalo degli ipocriti” anche nella Chiesa.

 

 

IN EVIDENZA

Mons. Sorrentino: “Come difendersi dall’ipocrita che è in noi?”

Antonia Acutis: “Carlo è stato il mio salvatore”

 

UDIENZA GENERALE 13 giugno 2018

Originali o fotocopie?

Papa: La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore. Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, mi domando, dove andrà l’umanità? Dove andrà l’umanità con giovani quieti e non inquieti?

La domanda di quell’uomo del Vangelo che abbiamo sentito è dentro ognuno di noi: come si trova la vita, la vita in abbondanza, la felicità?

… nell’invito finale di Gesù – immenso, meraviglioso – non c’è la proposta della povertà, ma della ricchezza, quella vera: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»…

Chi, potendo scegliere fra un originale e una copia, sceglierebbe la copia? Ecco la sfida: trovare l’originale della vita, non la copia. Gesù non offre surrogati, ma vita vera, amore vero, ricchezza vera! Come potranno i giovani seguirci nella fede se non ci vedono scegliere l’originale, se ci vedono assuefatti alle mezze misure?

 

DISCORSO AI FIGLI DI SANTA MARIA IMMACOLATA NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL VEN. GIUSEPPE FRASSINETTI

Compagni di viaggio dei giovani

Papa: Un elemento importante del vostro carisma riguarda l’impegno vocazionale, con una particolare attenzione a tutte le dimensioni della vita di speciale consacrazione. Sappiamo che è sempre Dio che chiama, ma noi possiamo e dobbiamo collaborare a creare dei terreni buoni dove il seme sovrabbondante della chiamata possa attecchire e non andare sprecato…

…Vorrei poi riferirmi al prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. La partecipazione spirituale a questo evento, che interessa tutti i fedeli, dovrebbe trovarvi particolarmente sensibili e collaborativi in virtù della dimensione educativa e giovanile del vostro carisma. Don Frassinetti, come il suo amico Don Bosco, hanno colto il ruolo strategico delle nuove generazioni in una società dinamica e proiettata nel futuro. Vi esorto ad amare le nuove generazioni, a farvi compagni di viaggio del loro cammino a volte confuso ma ricco di sogni, che sono anch’essi parte della chiamata di Dio.

 

 

SANTA MARTA

L’ipocrisia dei “giusti”

Papa: “A questa le è stato perdonato tanto perché ha amato molto”. “Ma come amare? Queste non sanno amare”. Cercano l’amore. E Gesù, parlando di queste, dice – una volta ha detto – che saranno davanti a noi, nel Regno dei Cieli. “Ma quale scandalo…” – i farisei – “ma questa gente!”. Gesù guarda il piccolo gesto di amore, il piccolo gesto di buona volontà, e lo prende e lo porta avanti. Questa è la misericordia di Gesù: sempre perdona, sempre riceve.

 

“Ma guarda, quale scandalo! Non si può vivere così! Abbiamo perduto i valori… Adesso tutti hanno il diritto di entrare in chiesa, anche i divorziati, tutti. Ma dove stiamo?” Lo scandalo degli ipocriti. Questo è il dialogo tra l’amore grande che perdona tutto, di Gesù, l’amore “a metà” di Paolo e di questa signora, e anche il nostro, che è un amore incompleto perché nessuno di noi è santo canonizzato. Diciamo la verità. E l’ipocrisia: l’ipocrisia dei “giusti”, dei “puri”, di coloro che si credono salvati per i propri meriti esterni.

 

E la Chiesa, quando cammina nella storia, è perseguitata dagli ipocriti: ipocriti da dentro e da fuori. Il diavolo non ha niente da fare con i peccatori pentiti, perché guardano Dio e dicono: “Signore sono peccatore, aiutami”. E il diavolo è impotente, ma è forte con gli ipocriti. È forte, e li usa per distruggere, distruggere la gente, distruggere la società, distruggere la Chiesa. Il cavallo di battaglia del diavolo è l’ipocrisia, perché lui è un bugiardo: si fa vedere come principe potente, bellissimo, e da dietro è un assassino”.