La festa dei Santi Angeli Custodi 02/10/2018

Nel giorno della Festa dei Santi Angeli Custodi, Papa Francesco nella sua riflessione mattutina a Santa Marta, parla dell’Angelo Custode e di come il suo intervento venga in aiuto quando sopraggiunge il “pericolo di non camminare”. Il Papa pone così alcune domande: “voi parlate con il vostro Angelo? Voi sapete il nome che ha il vostro Angelo? Voi ascoltate il vostro Angelo? Vi lasciate portare per mano sulla strada o spingere per muovervi?”.
Poi, alla vigilia del Sinodo sui giovani, abbiamo riascoltato le parole del Papa in apertura dell’Assemblea Plenaria della Riunione pre-sinodale del 19.03.2018, quando, in dialogo con i giovani, sottolinea l’importanza di “mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso”.
Infine riprendendo l’invito di Papa Francesco, di pochi giorni fa, di pregare il Rosario e San Michele Arcangelo per l’unità della Chiesa abbiamo riascoltato l’Omelia di Santa Marta del 20 settembre.

In studio, insieme a Gennaro Ferrara, don Marcello Stanzione, esperto e studioso di angelologia e Margherita Anselmi, partecipante al Sinodo come collaboratore del Segretario speciale.

IN EVIDENZA

Don Marcello Stanzione: Gli angeli sono l’esercito di Dio

Margherita Anselmi: Corresponsabili nella Chiesa

Apertura dell’Assemblea Plenaria della Riunione pre-sinodale in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (19-24 marzo 2018) 19.03.2018

Se mancate voi…

Papa: Nella Chiesa – sono convinto – non dev’essere così: chiudere la porta, non sentire. Il Vangelo ce lo chiede: il suo messaggio di prossimità invita a incontrarci e confrontarci, ad accoglierci e amarci sul serio, a camminare insieme e condividere senza paura. E questa Riunione pre-sinodale vuol essere segno di qualcosa di grande: la volontà della Chiesa di mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso. E questo non per fare politica. Non per un’artificiale “giovano-filia”, no, ma perché abbiamo bisogno di capire meglio quello che Dio e la storia ci stanno chiedendo. Se mancate voi, ci manca parte dell’accesso a Dio.

SANTA MARTA di oggi

La mano dell’angelo
Papa: C’è il pericolo di non camminare. E quanta gente si stabilisce e non cammina, e tutta la vita è ferma, senza muoversi, senza fare niente… È un pericolo. Come quell’uomo del Vangelo che aveva paura di investire il talento. Lo aveva sotterrato, e: “Io sono in pace, sono tranquillo. Non potrò fare uno sbaglio. Così non rischio”. E tanta gente non sa come camminare o ha paura di rischiare, e si ferma. Ma noi sappiamo che la regola è che chi nella vita è fermo, finisce per corrompersi. Come l’acqua: quando l’acqua è ferma lì, vengono le zanzare, mettono le uova, e tutto si corrompe. Tutto. L’Angelo ci aiuta, ci spinge a camminare.
E dice il Signore: “Abbi rispetto della sua presenza”. L’Angelo è autorevole, ha autorità per dirci. Ascoltarlo. “Da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui”. Ascoltare le ispirazioni, che sono sempre dallo Spirito Santo, ma è l’Angelo a portarle davanti a noi. Ma io vorrei dire a tutti voi una domanda: voi parlate con il vostro Angelo? Voi sapete il nome che ha il vostro Angelo? Voi ascoltate il vostro Angelo? Vi lasciate portare per mano sulla strada o spingere per muovervi?

Il nostro Angelo non solo è con noi, ma vede Dio Padre. È in rapporto con Lui. È il ponte quotidiano, dall’ora che ci alziamo all’ora che andiamo a letto la notte, che ci accompagna e è in rapporto con il Padre e noi. L’Angelo è la porta quotidiana alla trascendenza, all’incontro con il Padre: cioè l’Angelo che mi aiuta ad andare per la strada è perché guarda il Padre e sa qual è la strada. Non dimentichiamo questi compagni di strada.

SANTA MARTA 20 settembre

Il diavolo e l’ipocrisia
Papa: E la Chiesa, quando cammina nella storia, è perseguitata dagli ipocriti: ipocriti da dentro e da fuori. Il diavolo non ha niente da fare con i peccatori pentiti, perché guardano Dio e dicono: “Signore sono peccatore, aiutami”. E il diavolo è impotente, ma è forte con gli ipocriti. È forte, e li usa per distruggere, distruggere la gente, distruggere la società, distruggere la Chiesa. Il cavallo di battaglia del diavolo è l’ipocrisia, perché lui è un bugiardo: si fa vedere come principe potente, bellissimo, e da dietro è un assassino.