Speciale Sinodo – Santa Messa di chiusura

28 ottobre 2018

Puntata speciale del “Diario” per seguire la celebrazione conclusiva della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (3-28 ottobre 2018) sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, presieduta da papa Francesco nella Basilica di San Pietro.

Gennaro Ferrara guida il commento, insieme agli ospiti in studio: il teologo Marco Ronconi, l’insegnante di religione, Andrea Monda, e due giovani della pastorale giovanile della diocesi di Vicenza, Elisabetta Lunardon e Laura Pigato, a partire dai temi emersi nel documento finale presentato ieri sera, 27 ottobre, frutto di 25 giorni di lavoro sinodale e composto da 167 paragrafi. Accompagnamento, ascolto e sinodalità emergono come le parole più in evidenza nel documento che è stato letto e approvato dall’Assemblea, dopo la votazione delle tre parti di testo.  Nel discorso di chiusura Papa Francesco ha sottolineato che il documento è indirizzato in particolar modo ai Padri Sinodali e ricorda che ottobre, è il mese dedicato alla preghiera per l’unità della Chiesa.

 

DISCORSO DI CHIUSURA

La Sinodalità è uno spazio protetto

 

Pregare per la Madre Chiesa

 

Dalla Basilica Vaticana abbiamo seguito, in diretta, la Messa conclusiva del Sinodo. Nell’Omelia Papa Francesco sottolinea tre passi fondamentali per il cammino della fede: ascoltare, prima di parlare; farsi prossimi; testimoniare.

In chiusura i Padri Sinodali indirizzano una Lettera ai giovani, per esprimere la volontà di collaborare alla loro gioia ricordando che “la Chiesa vi è madre, non vi abbandona, è pronta ad accompagnarvi su strade nuove”.

 

In collegamento, Cristiana Caricato ci trasporta nel vivo dell’atmosfera che si respira in Piazza San Pietro per la conclusione del Sinodo.

  

SANTA MESSA A CONCLUSIONE DEL SINODO

Omelia

Papa: Vorrei dire ai giovani, a nome di tutti noi adulti: scusateci se spesso non vi abbiamo dato ascolto; se, anziché aprirvi il cuore, vi abbiamo riempito le orecchie. Come Chiesa di Gesù desideriamo metterci in vostro ascolto con amore, certi di due cose: che la vostra vita è preziosa per Dio, perché Dio è giovane e ama i giovani; e che la vostra vita è preziosa anche per noi, anzi necessaria per andare avanti.

La fede passa per la vita. Quando la fede si concentra puramente sulle formulazioni dottrinali, rischia di parlare solo alla testa, senza toccare il cuore. E quando si concentra solo sul fare, rischia di diventare moralismo e di ridursi al sociale. La fede invece è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. Non possiamo essere dottrinalisti o attivisti; siamo chiamati a portare avanti l’opera di Dio al modo di Dio, nella prossimità: stretti a Lui, in comunione tra noi, vicini ai fratelli. Prossimità: ecco il segreto per trasmettere il cuore della fede, non qualche aspetto secondario.

E a tutti voi che avete partecipato a questo “camminare insieme”, dico grazie per la vostra testimonianza. Abbiamo lavorato in comunione e con franchezza, col desiderio di servire Dio e il suo popolo. Il Signore benedica i nostri passi, perché possiamo ascoltare i giovani, farci prossimi e testimoniare loro la gioia della nostra vita: Gesù.

 

 

LETTERA AI GIOVANI