26 ottobre 2017. Papa Francesco dialoga con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale

Un dialogo storico quello tra Papa Francesco e gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. Il collegamento audio-video con l’equipaggio della Missione 53 in orbita a 400 km dalla Terra è stato seguito da milioni di italiani attraverso la televisione, la radio, i siti e i social. Il personale dell’equipaggio della Missione spaziale era composto da Randolph Bresnik (Usa, di religione battista), comandante della Nasa; Paolo Nespoli (Italia, cattolico), ingegnere dell’Esa; Mark T. Vande Hei (Usa, cattolico), ingegnere della Nasa; Joseph Acaba, (Usa, di origine portoricana, cattolico), ingegnere della Nasa; Segey Ryazanskiy (Russia, ortodosso), ingegnere; e Alexander Misurkin (Russia, ortodosso), ingegnere. Nella missione l’astronauta italiano Paolo Nespoli tra le altre ha portato a bordo della ISS anche il ramo d’ulivo ricevuto da Papa Francesco per ricordare a tutti quanto sia importante prendersi cura della nostra “casa comune”, la Terra, partendo proprio dall’educazione delle nuove generazioni. La Missione è stata denominata “Vita”, acronimo di Vitality, Innovation, Technology, Ability. A bordo della stazione spaziale l’equipaggio lavora su circa 200 esperimenti, di cui 11 italiani, selezionati dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, in parte biomedici e a carattere tecnologico.

Particolarmente interessante il dialogo tra il pontefice e l’astronauta russo Alexander Misurkin, il quale ha fatto riferimento a un libro che sta leggendo in questi giorni sulla ISS, per riflettere: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. “Fa riferimento alla storia che dà volentieri – o darebbe volentieri – la propria vita per tornare e salvare piante e animali sulla terra – spiega Paolo Nespoli traducendo a Papa Francesco il collega russo -. E, sostanzialmente, l’amore è quella forza che ti dà la capacità di dare la tua vita per qualcun altro”.

“Mi piace questa risposta” ha sottolineato il Papa. “E’ vero, senza amore, non è possibile dare la propria vita per qualcun altro. Questo è vero. Si vede che Lei ha capito il messaggio che tanto poeticamente spiega Saint-Exupéry e che voi, russi, avete nel sangue, nella vostra tradizione tanto umanistica e tanto religiosa. E’ bello, questo. Grazie”.

Vincenzo Grienti