22 ottobre 1962: scoppia la crisi dei missili di Cuba

Quando si chiuse il mondo tirò un sospiro di sollievo. L’umanità arrivò a un passo dalla terza guerra mondiale. La “guerra fredda” aveva acuito i rapporti tra i due blocchi in cui era diviso il mondo: da una parte gli Usa, la Nato e il Patto Atlantico; dall’altra l’Urss, il Patto di Varsavia e i Paesi dell’est satelliti all’Unione Sovietica. Una storia che può essere compresa non solo attraverso libri, ma anche film come “Le vite degli altri”(2006) in cui il regista Florian Henckel von Donnersmarck racconta il clima opprimente fra delazioni, persecuzioni, suicidi, che pesavano sulla DDR, ossia sulla Repubblica democratica tedesca proprio negli anni in cui era stato eretto il Muro di Berlino, così come “JFK – Un caso ancora aperto”(2006) di Oliver Stone oppure “Il ponte delle spie”(2011) di Steven Spielberg.

La questione cubana legata alla crisi dei missili inizia quando il Presidente Usa John Fitzgerald Kennedy annuncia che gli aerei spia americani hanno scoperto armi nucleari sovietiche nell’isola di Cuba. Jfk ordina un blocco navale sull’isola. Il mondo è a un passo dalla terza guerra mondiale. La marina statunitense controllerà tutte le navi in transito. A riprova dell’esistenza dei missili gli Usa mostrano le fotografie delle rampe di lancio scattate dagli aerei-spia U-2 della Cia. L’Unione Sovietica e Cuba chiedono l’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il sottosegretario alle Nazioni Unite U Thant, su proporsta di 45 stati non danneggiati dal blocco navale su Cuba dialoga con i tre capi di stato di Usa, Urss e Cuba. Il 25 ottobre anche Giovanni XXIII rivolge ai governanti di Washington, Mosca e L’Avana l’appello a fermarsi. Da Piazza San Pietro si rivolge al mondo esortando alla pace. La tensione si allenta quando il capo del Cremlino a Mosca Nikita Krusciov accoglie la proposta di U Thant di una mediazione. Le navi sovietiche, con a bordo i missili, intenzionate a forzare il blocco navale Usa, ritornano indietro. Si scongiura il blocco navale americano. Una volta scongiurato il rischio gli Usa chiedono lo smantellamento delle basi a Cuba che verrà accettato dall’Urss. Dal canto suo Kennedy garantisce che gli Usa non tenteranno di invadere l’isola.