21 febbraio 1975: lo scandalo Watergate

L’ex procuratore generale degli Stati Uniti John N. Mitchell e gli ex aiutanti della Casa Bianca H. R. Haldeman e John Ehrlichman, vengono condannati alla prigione a seguito dello scandalo del Watergate. E’ lo scandalo che fece tremare la sedia all’amministrazione Nixon e che condusse il Presidente USA alle dimissioni. Una storia nata da un’inchiesta giornalistica del Washington Post grazie anche alla tenacia di due giornalisti investigativi. Un racconto approdato al cinema con i volti di Dustin Hoffman e Robert Redford che, seguendo le dritte di una “gola profonda” scrivono una pagina indimenticata del giornalismo internazionale. Quello del “Watergate” è uno scandalo che si innesca quando cinque uomini, il 17 giugno 1972, vengono arrestati mentre effettuano un furto con scasso al quartier generale della Convenzione democratica, situato appunto nel palazzo del Watergate. Bob Woodward, uno dei giornalisti protagonisti della vicenda, intuisce che si tratta di qualcosa di ben più grosso che una semplice scaramuccia fra due partiti rivali. Così insieme al più esperto collega Carl Bernstein inizia delle indagini che suscitano perplessità in alcuni responsabili del giornale, tra cui Ben Bradlee che favorisce la continuazione dell’inchiesta ma costringe i due giovani alla garanzia della certezza. Lentamente vengono fatte sensazionali scoperte che coinvolgono alte sfere della politica, la CIA, l’FBI, la Casa Bianca, e che, rese di pubblico dominio dagli articoli del giornale, suscitano indifferenza, scetticismo, ostilità, minacce e agguati, sino a che non esplode in tutta la sua violenza il “caso Watergate” con le conseguenti inchieste, i processi, le condanne, le dimissioni di Nixon.