Puntata del 10 marzo 2015

Glauco Mauri, Stefano Accorsi e Marco Baliani. Sono loro gli ospiti incontrati da Michele Sciancalepore tra prove e spettacolo, backstage e messinscena e sono loro i protagonisti della quindicesima puntata di “Retroscena – I segreti del teatro”, il programma di Michele Sciancalepore, andata in onda su TV2000.

Glauco Mauri dimostra ancora una volta attraverso la sua ultima produzione teatrale di essere un grande poeta e atleta dell’animo umano che racconta la vita [di ieri e di oggi] con la leggerezza del sorriso, l’ironia della follia e la comicità dell’assurdo. In esclusiva per “Retroscena”, svelati durante le prove, i segreti di un capocomico per eccellenza, del suo genio grottesco e della lunghissima carriera insieme alla “Compagnia Mauri Sturno”. Mauri ha infatti ancora tante storie da raccontare, questa volta ben quattro! Nel suo ultimo spettacolo, “Quattro buffe storie” si conferma la predilezione di Mauri nell’affrontare e sviscerare testi che presentano l’uomo come “un impasto di lacrime e sberleffo, amarezza e grottesco”. La patetica follia, in effetti, è il “fil rouge” dei personaggi tratti dalle opere di Pirandello e di Cechov: “La patente”, “Cecè”, “Una domanda di matrimonio – scherzo in un atto” e “Fa’ male il tabacco”.

Continua il sodalizio tra due grandi del panorama teatrale italiano: Marco Baliani e Stefano Accorsi. Anche questa volta si sono confrontati con un mostro sacro della letteratura del Bel Paese, il Boccaccio; portando in scena un personalissimo “Decamerone – vizi, virtù, passioni”, in prima nazionale a Firenze, al Teatro La Pergola. Sette le novelle selezionate e allestite in un italiano di “antiqua foggia”, grazie a una compagnia di “scarrozzanti”, guidati da Accorsi “maestro di brigata”. Un lavoro che indaga il contemporaneo, partendo dalla peste che imperversava nella Firenze del 1300 per arrivare alla “nostra” peste – fatta di corruzione, mafia, inquinamento, impudicizia e menzogna – che, secondo Baliani, affligge il nostro vivere civile; le storie, servono invece a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo.