5 gennaio 1984: Pippo Fava ucciso dalla mafia

Pippo Fava, un giornalista con la passione di raccontare la verità, di approfondire, di cercare di capire cosa si muoveva dietro gli interessi di una Catania specchio della Sicilia tra gli anni Settanta e Ottanta. Indimenticabile direttore del Giornale del Sud, così come de I Siciliani. Stimato e apprezzato da generazioni di giornalisti, ma soprattutto di coloro che lavorarono accanto a lui, collaboratori e redattori. Il suo era un gruppo redazionale fatto di giovani tra i quali il figlio Claudio, Elena Brancati, Rosario Lanza, Riccardo Orioles, Michele Gambino, Antonio Roccuzzo, Fabio Tracuzzi che l’avrebbero seguito nella successiva esperienza lavorativa.

E’ rimasto nella storia il fondo dell’11 ottobre 1981 sul Giornale del Sud dal titolo Lo spirito di un giornale, un articolo in cui spiegava quali erano le linee guida della sua redazione: basarsi sulla verità per «realizzare giustizia e difendere la libertà». Proprio in quel periodo riuscì a denunciare le attività di cosa nostra che nel capoluogo etneo controllava il traffico della droga.

Fu nel 1984. Il 5 gennaio la famiglia, i suoi collaboratori e il mondo dell’informazione lo ricorda per non dimenticare il suo impegno professionale e civile.