27 marzo 1941. I giapponesi iniziano a studiare l’attacco a Pearl Harbour

La spia giapponese Takeo Yoshikawa giunge a Honolulu ed inizia a studiare la Flotta degli Stati Uniti di stanza a Pearl Harbor. Un’attività che vedrà il suo culmine il 7 dicembre 1941 quando  il Giappone attacca la base navale di Pearl Harbor nelle Hawaii. Si spezza definitivamente il legame diplomatico tra i due  Paesi.

L’attacco, conosciuto con il nome in codice di “operazione Z“, farà parlare il presidente Franklin Delano Roosvelt di “giorno dell’infamia” porterà gli Stati Uniti a dichiarare guerra all’Impero giapponese e a entrare nella Seconda guerra mondiale. Meno di quattro anni più tardi, il Giappone sarà sconfitto e l’umanità purtroppo assisterà agli effetti devastanti della bomba atomica, determinando la vittoria degli Alleati sui Paesi dell’Asse.

Ciò che avvenne quel 7 dicembre è stato oggetto di numerosi film, come il kolossal “Pearl Harbor” di Michae Bay e di numerosi libri, ma anche di ricerche e analisi storiche. Gli americani sapevano, da un telegramma segreto, che il Giappone stava preparando una nuova offensiva in Asia, ma ignoravano giorno e luogo dell’operazione “Z”.