29 novembre 1950. Guerra di Corea: le truppe Usa ripiegano a sud della penisola coreana

1950: il mondo è diviso in due. Da una parte il blocco occidentale guidato dagli Usa e dai suoi alleati, dall’altra l’Unione Sovietica con i suoi Paesi satelliti. Cinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale si parla sempre più di nazioni “allineate” a uno dei due blocchi. La “guerra fredda” non si vive solo in Europa, ma anche in Africa e in Asia. Così nel 1950 a causa dell’invasione della Corea del Sud da parte della Corea del Nord comunista scoppia un conflitto che rappresenterà uno dei momenti più critici nella storia del mondo dopo il secondo conflitto mondiale.

Su mandato del Consiglio di sicurezza dell’ONU, gli Stati Uniti e altri 17 Paesi intervengono militarmente nella penisola coreana. L’Italia sarà impegnata sotto il profilo degli aiuti umanitari e sanitari.

A guidare le forze statunitensi il generale Douglas MacArthur. Dopo numerose difficoltà l’invasione viene fermata. Poi si decide l’avanzata fino alla conquista di numerosi territori della Corea del Nord. E’ qui che interviene la Cina comunista a fianco della Corea del Nord. Le truppe Usa (nella foto a Seul) vengono colte di sorpresa e costrette a ripiegare in Corea del Sud.

Così il conflitto si arresta sulla linea del 38º parallelo fino all’Armistizio di Panmunjeom conferma di fatto la divisione della Corea.

Vincenzo Grienti