15 aprile 1909: i fratelli Wright arrivano all’aeroporto romano di Centocelle

Nel 1909 i fratelli Wright giungono in Italia per incontrare il loro amico Mario Calderara, un giovane ufficiale della Regia Marina che con Wilbur e Orville Wright, da anni, intrattiene una fitta corrispondenza. Calderara impara a volare proprio con Wilbur Wright nell’aeroporto romano di Centocelle nell’aprile del 1909. Dopo soli cinque mesi di pratica Mario Calderara partecipa al circuito aereo internazionale di Brescia dove ottiene per acclamazione il brevetto N. 1 del primo pilota italiano. Grazie alle immagini fornite dall’Aeronautica Militare è possibile, 110 anni dopo, ricostruire i momenti in cui si scrissero pagine storiche per l’aviazione italiana. 

L’aviatore Wilbur Wright giunge a Roma il 1° aprile 1909. Al suo arrivo, è ricevuto dal maggiore Moris, comandante della Brigata Specialisti e membro fondatore del Circolo degli Aviatori, mentre il suo apparecchio Wright, con al seguito tre fidati meccanici, giunge a Roma il giorno prima.  Il 9 aprile Wilbur Wright è ricevuto in udienza particolare dal Re, interessato alle nuove idee del volo. Poi alle 18:00 del giorno 15 aprile 1909, si apre l’aviorimessa, l’aeroplano esce e, fatto avanzare su due ruote staccate, traversa il prato per venire poi piazzato sulla rotaia. Wilbur Wright è pronto: «…L’ordine vien dato, un rombo e le eliche sono in moto. L’aeroplano scivola sulla rotaia, si lancia in avanti, s’innalza. S’innalza sempre più, proseguendo in un volo sicuro, meraviglioso, verso la campagna romana. È già lontano, gira, si avvicina, passa sulle teste a venti metri, maestoso, un urlo unanime palesa tutta la commozione e l’ammirazione della folla. Wright continua a volare, si alza ancora e fila verso la torre di Centocelle, passandovi sopra. Un altro giro ancora, e calando lievemente ripassa accanto alla folla e si dirige con volo sem­pre più basso verso l’aviorimessa, dove prende terra leggermente. Un autentico trionfo. Il volo era durato dieci minuti, a un’altezza massima di trenta metri».

Il giorno dopo, 16 aprile, Wright effettua quattro voli: il primo della durata di 10 minuti con il suo primo allievo tenente di vascello Calderara, il secondo di 8 minuti con il tenente Savoia, il terzo, di 6 minuti, col capitano Castagneris, segretario del “Club Aviatori”, e il quarto, di 8 minuti, con l’on. Sonnino, ex presidente del Consiglio. I voli continuano fino al 26 aprile e nell’ultimo, con a bordo il ten. vasc. Calderara, tenta, per la prima volta, l’esperimento di partire senza servirsi della rotaia. Dopo aver slittato con i pattini dell’apparecchio sull’erba del prato per un tratto di 150 metri, l’aeroplano si innalza, compiendo una lunga evoluzione. Wilbur Wright in 11 giorni, ha ese­guito 67 voli, di cui 19 con passeggeri.

Vincenzo Grienti