Una giornata “nella terra dei capelli”

Venerdì 22 luglio 2016. Omg, day 3

La buona notizia è che siamo ancora vivi. Quella cattiva è che qui non parlano inglese. Nessuno in pratica. L’ultimo avvistamento di un polacco anglofono risale a ieri sera. Ma il ragazzo in questione, Thomas, è partito per Varsavia, lasciandoci senza traduttore. Così, per la giornata di oggi, io e Gianluca, il ragazzo ospitato nella mia stessa casa, abbiamo puntato su google translator e su qualche gesto. Sveglia alle 7.30, colazione (ottima) e subito si presenta davanti a noi un altro problema: come raggiungere gli altri ragazzi. Si, perché nella nostra famiglia nessuno guida. E non me ne stupisco, dato che l’età media in questa casa si aggira intorno ai 60 anni. Fortunatamente qualcuno con la patente, nelle famiglie che accolgono gli altri ragazzi, c’è, e noi abbiamo ottenuto un passaggio. Arrivati al punto di raduno è iniziato il giro turistico previsto dal programma. Prima tappa: Inowłódz. Situata a circa quaranta minuti di pullman da Rawa, la località ospita il castello del re Casimiro il Grande e la chiesa di Święty Idzi (Sant’Egidio), risalente al XII secolo, che noi  e i ragazzi di Perugia abbiamo visitato. In questa occasione il prete polacco che ci guida, Don Bogumil Karp, sfoggiando il suo ottimo italiano, ci ha spiegato la curiosa etimologia della parola “Włochy”, traduzione polacca della parola “Italia”. Włochy significa, letteralmente, “terra dei capelli”. Dei capelli, sì. Infatti i polacchi, per lo più calvi, rimasero colpiti dall’arrivo in polonia della nobile italiana Bona Sforza, sposa di un principe polacco, i cui figli furono i primi capelluti di questo paese.

Seconda tappa: Spała. Qui è stata celebrata l’ennesima messa (prontamente disertata) , nella chiesa presidenziale. Non so bene che vuol dire “chiesa presidenziale” ma il don polacco ha detto che si chiama così, lui di Polonia e chiese ci capisce più di me, e io mi fido. Finita la messa, abbiamo pranzato in un centro sportivo, dove poi i ragazzi di Perugia si sono cimentati in gare di corsa contro i polacchi. Inutile sottolineare la schiacciante superiorità atletica italiana.

Tornati alle nostre case, ci stiamo ora preparando per il barbecue di stasera.

Ps: Mamma, sono vivo (l’ho già scritto sopra). Sto bene e non ci sono terroristi. È inutile che me lo chiedi ogni giorno.

Il programma


Sette ragazzi, dai 16 ai 18 anni, inseriti in un gruppo diocesano italiano, partecipano alla Giornata Mondiale della Gioventù che si svolge dal 25 luglio a Cracovia.

I sette, muniti di smartphone attrezzati per le riprese, hanno il compito di raccontare la loro esperienza come “infiltrati” nel gruppo.

Sono impiegati come “narratori” della GMG e partecipano a tutti gli appuntamenti previsti dal grande evento ecclesiale, tra Cracovia, Czestochowa e Auschwitz.

Video

#OhMyGod – Riflessione su Auschwitz

gli autori

Cristiana Caricato

Francesco Esposito